ETNA VALETUDO ECOMARATHON, UN VULCANO DI EMOZIONI

3 novembre 2013 – 8ª Etna Valetudo Ecomarathon by Millet, il racconto del presidente della ValetudoGiorgio Pesenti.

“Tutto ciò che la natura ha di grande, tutto ciò che ha di piacevole, tutto ciò che ha di terribile si può paragonare all’Etna e l’Etna non si può paragonare a nulla” (D. Vivant Demon). Emanuela Brizio regina Valetudo del fuoco etneo, tra gli uomini primo Vito Massimo Catania. I campioni siciliani di skyrunning 2013 sono Graziella Bonanno e Catania Vito Massimo.

La Valetudo Skyrunning Italia, già da qualche anno, ha adottato come sua montagna simbolo l’Etna, ‘a Muntagna’ con i suoi quasi 400 crateri è la mamma italiana di tutti i vulcani attivi dello stivale. Come primo valore di attrazione verso questa zona annoto, senza ombra di dubbio, la vocazione umana di questa formidabile isola; la Sicilia è il centro del Mediterraneo, è terra di sbarchi, agricoltura, turismo di qualità e infinita sapienza.

Qui la diversità è un valore primario, la loro calamita attrattiva sta nel credere nella loro speciale attitudine all’accoglienza, qui conquistano le persone con l’affetto e la cordialità, così facendo sono consapevoli che una volta venuti nell’isola dei vulcani si ritorna e si ritorna ancora, provare per credere. Qui le persone sono molto affabili e ti parlano con spontaneità, le loro massime sono molto gradevoli e spiritose, una delle migliori è «se la riflessione e’ troppo sofisticata si rischia di partorire un topolino», in siculo «cchiù longa è a pinsata, cchiù grossa è la minchiata».

Dopo questa premessa umanistica, arriva per ordine d’importanza il contesto naturalistico della ecomarathon, quest’anno la stagione autunnale sicula ha fatto bingo regalando ai presenti, atleti e accompagnatori, uno scampolo di stagione quasi estiva. Prima grossa soddisfazione per l’organizzazione diretta da Giuffrida Gabriele e Marco Tomasello è stata la start list piena zeppa, 112 atleti classificati, 22 le dame in gara, in rappresentanza di 10 nazioni.

Il percorso è stato allungato di 1500 metri, quest’anello di lancio, con annessa breve salitella e mini discesa, è stato apprezzato sia dagli atleti che dal pubblico presente a Piano Vetore a 1760 metri sul livello del mare, zona Etna sud. Questo rullaggio ha permesso ai maratoneti di affrontare la prima salita di giornata con il motore ottimamente riscaldato, la temperatura di primo mattino nella zona dello start era fissa sui 4 gradi centigradi, ma poi con l’arrivo del sole la ecomarathon etnea Valetudo con sponsor tecnico Millet si è riscaldata, il cielo perfettamente sereno ha permesso ai raggi solari il rialzo della temperatura fino a toccare quota 15 gradi. Ogni anno correre sui sentieri e sulle piste di Idda (l’Etna) è un’emozione che ti lascia esterrefatto, fare skyrunning tra colate laviche, crateri, boschi e pinete è un’opportunità che solo la Sicilia ti offre, consiglierei caldamente ad ogni skyrunner di affrontare almeno una volta nella vita sportiva la calata in Sicilia per assaporare le vibranti emozioni di correre su questi vulcani attivi, una piccola parentesi, oltre all’Etna è assai appagante fare skyrunning sui magnifici vulcani dello Stromboli e dell’isola di Vulcano. Poi la vastità di Idda, con il suo lento fumare, ti cattura sempre la coda dell’occhio destro, il fascino del vulcano attivo più alto d’Europa ti attacca il cuore e la mente permanentemente, la definirei un’attrazione del fuoco, inaspettata e fatale.

Talmente sono affascinanti e morbidi, si corre costantemente sulla sabbia vulcanica nera o, se l’eruzione è meno recente, il colore risulta su tonalità di marrone scuro, il terreno del tracciato dell’ecomarathon è paragonabile a un tappeto di caramelle morositas. Questi ubriacanti 42 km per un dislivello totale di 2300 metri ti sembrano molti meno, e persino i tre punti ristori ti disturbano la vista perché ti fanno distorcere lo sguardo da questo parco etneo strabocchevole di colori e profumi inebrianti.

La cronaca della ecomarathon ha esaltato le capacità tecniche e atletiche dell’aquila Valetudo rosa Emanuela Brizio e del corridore catanese Vito Massimo Catania, la supremazia di Brizio nella corsa rosa non è mai stata messa in discussione mentre nella ecomarathon maschile l’aquila Valetudo Mikhail Mamleev ha tentato varie volte di ricucire lo svantaggio, ma Vito Massimo Catania nei tratti veloci ha fatto valere le sue doti di ottimo maratoneta su strada.

Anche l’aquila Valetudo Paolo Grossi ha corso una bella ecomarathon, sul finale ha anche sognato il terzo gradino del podio ma Giuseppe Cuttaia non ha mai mollato l’andatura e purtroppo all’aquila Grossi non è restato che far scivolare il suo sogno di bronzo a data di destinarsi. Il primo ad arrivare sul finish del rifugio Ragabo con il time di 2h59’35” è stato Vito Massimo Catania, questa vittoria gli ha permesso di conquistare il titolo di campione siciliano di skyrunning, titolo messo in palio dalla federazione Fisky. Secondo l’aquila orientista Valetudo Mikhail Mamleev in 3h04’10”, 3° un altro siciliano, Giuseppe Cuttaia in 3h19’08”, 4° l’infaticabile aquila Valetudo Paolo Grossi in 3h20’43”, 5° ancora un siciliano, Vincenzo Tomasello in 3h23’57”, per il Valetudo team seguono 33° Giorgio Pesenti in 4h09’23”, 50° Claudio Turchi in 4h30’06”.

Prima dama al Ragabo è arrivata la Brizio nazionale con il time di 3h35’30”, argento e titolo di campionessa siciliana Fisky per Graziella Bonanno in 3h58’05”, terza Norma Martina in 3h59’21”, per la Valetudo rosa 12ª Rottensteiner Sabine in 4h57’42”.

Come sempre il dopo gara è una festa molto amichevole e festosa, prima un buon pranzo servito dallo staff del rifugio Ragabo e poi l’apoteosi finale con premi e applausi in abbondanza per tutti.

…Se l’Etna non si spegne rimarrà un appunto fisso la discesa del Valetudo team in Sicilia.

GiorgioV