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Etna skymarathon 2010 Fuoco e fiamme sull’Etna

Le rose,1^ Emanuela Brizio, 2^ Mora Cecilia. 4° Busi Marco, 19° Giorgio Pesenti, 24° Passeri Davide. Successo e record per Jean Pellisier. Cinquantasette atleti, con un'adrenalina incandescente, oggi 31 ottobre 2010, hanno disputato la piu' calda-sky del circuito Italiano, la marathon Siciliana misura 42 km per un dislivello complessivo di 2.000 mt..La pertenza è avvenuta alle ore 08.00 da piano Vetore, presso il grande albergo dell'Etna a quota 1.720 mt. s.l.m., mentre l'arrivo è stato posizionato al rifugio Ragabo a quota 1.320 mt. s.l.m..Il percorso è disegnato nel parco Siculo del vulcano piu' alto d'Europa. Questo Muntagna lavica, nel corso dei secoli ha espresso numerose leggende: Efeso, dio del fuoco, fabbro di tutti gli dei, ebbe la sua fucina proprio sull'Etna, Efeso domò il demone del fuoco Adranos e lo scacciò dalla Muntagna di fuoco. Si diceva che il dio Eolo, re dei venti, avesse imprigionato i venti, nelle caverne del vulcano.
Il poeta Eschilo descriveva, che il gigante Tifone fu' confinato sull'Etna e per questo motivo, Tifone provocò numerosi eruzioni. Un altro gigante Encelado, si ribellò agli dei, venne ucciso e fu gettato in un cratere. Anche i ciclopi, tenevano su questo vulcano un'officina di forgiatura, nella quale producevano le saette usate come armi, dal dio Zeus. E'stato persino documentato che circa 8.000 anni a.C. dall' Etna, precipitò verso il mar Ionio una gigantesca frana, questo evento demoli' parzialmente il cono della sommità del vulcano, il movimento franoso provocò un devastante tsunami verso il mar Mediterraneo orientale. Lo stretto di Messina, invece avrebbe fatto da barriera allo tsunami a favore del Mediterraneo occidentale. Gli archivi storici di Catania documentano che l'eruzione piu' lunga avvenne nel luglio del 1614. Il fenomeno durò dieci anni, il vulcano eruttò oltre un miliardo di metri cubi di lava, coprendo 21 chilometri quadrati di superficie sul versante settentrionale. Queste cavità piene di lava, con il tempo si sono svuotate formando le famose grotte: del Gelo e dei lamponi. Questa marathon Etnea è stata altamente spettacolare e combattuta, a tal punto che i runner presenti hanno persino fatto eruttare il vulcano piu' alto d'Europa. Le operazioni preliminari di questa corsa lavica, sono iniziate domenica mattina molto presto, la colazione al rifugio Sapienza è stata servita a partire dalle ore 05.30. Alle ore 07.00, un pulman, ha trasportato il gruppone dei partecipanti nella località di ritrovo di piano Vetore; come è solito avvenire in questa race, il ritrovo è una vera è propria festa sportiva. Da queste parti il calore umano che trasmettono gli addetti ai lavori è incandescente come la lava de "la muntagna", per cui, in cinque minuti, i partecipanti alla corsa diventano un'allegra compagnia di amiconi. Per la gioia dei corridori del cielo presenti, gli dei del vulcano Siculo, hanno allontanato le previsioni meteo negative della vigilia, e al via dello starter Gabriele Giuffrida, il cielo era coperto da una sottile pellicola grigia, ma la temperatura, nonostante la spruzzata di neve dei giorni scorsi, è stata al di sopra dello zero termico. Pronti via, dopo i primi cinquanta metri pianeggianti, il percorso inizia una prima puntata all'insu. Già su questa prima salita, l'apparato respiratorio dei corridori è stato messo duramente sotto stress, e poiché il tracciato è costantemente intorno a quota 2.000 mt. s.l.m., l'ossigeno in circolazione è risultato subito scarso. Dopo i primi 500 metri di ascent, i primi della classe, se la sono data a gambe levate; nella skymarathon rosa, Emanuela Brizio cercava il 29° risultato a podio della stagione con all'attivo tre mondiali e tre titoli tricolore. L'aquila Manu si è incollata alla scia del quartetto di maschi che provvisoriamente comandava la corsa: Pellisier Jean, Bellanca Roberto, l'aquila Valetudo campione Italiano over 50 di skyrunning Busi Marco e Enrico Pafumi. Emanuela, per metà skymarathon, ha avuto la collaborazione della campionessa mondiale 2009 di ultraskymarathon, l'amica targata Valetudo Cecilia Mora, le due aquile rosa hanno fatto un forcing molto incisivo ed hanno subito distanziato considerevolmente le atlete che le precedevano. Con il passare dei chilometri Cecilia accusava un problema ad un ginocchio causato da una fastidiosa borsite, per questo problema fisico, Cecilia ha dovuto rallentare e piano piano ha visto allontanarsi l'aquila reale disegnata sul retro della canotta dell'amica di sempre Emanuela. Nella skymarathon masculina , con il passare dei chilometri, Jean Pellisier ha preso letteralmente il volo e ben presto la sua minuscola sagoma è sparita dalla vista degli avversari. Il nostro aquilotto Busi Marco, per 37 km., ha cullato il sogno di salire sul terzo gradino del podio ma purtroppo gli ultimi chilometri gli sono stati fatali e i suoi quadricipiti hanno marcato visita. Anche Davide Passeri, alla sua prima con l'aquila Valetudo dietro la schiena e il sottoscritto che scrive, si sono impegnati ha portare l'aquila Valetudo il piu' vicino possibile alla testa della classifica. Direi che l'aspirazione del tandem è andato a buon fine, in simpatica sintonia con il motto della compagnia aerea che ci ha trasportato in Sicilia. "volare in alto", volare bene, e io aggiungo volato ok by Valetudo. Sotto l'arco di trionfo del rifugio Ragabo il Valdostano Jean Pellisier ha stupito tutti i presenti con il nuovo record della manifestazione h. 2 49'18", medaglia d'argento e di bronzo a due Siciliani, Bellanca Roberto 3 01'05" e Pafumi Enrico 3 06 58", quarto Busi, Marco ha concluso la sua fatica Sicula in 3 11'05". Giorgio scribacchino, 19° in h. 4 12'04", 24° la neofita aquila Passeri Davide 4 20'00". Nella competition rosa quinta assoluta e prima delle dame la regina delle World Series 2010 Emanuela, Brizio ferma i cronometri sul tempo di h. 3 16'00", seconda dama e sesta assoluta Mora Cecilia in 3 31'10", terza running-rosa Gianotti Raffaella 4 00 17". Giorgio