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Etna 2010 skymarathon

Inizia tutto un anno fa quando due amici mi consigliarono questa gara e, sul finire dell'estate, dopo una stagione ricca di esperienze ma priva di quella da ricordare, decido di iscrivermi all'Etna SkyMarathon. Atterro in Sicilia nella mattinata di sabato in compagnia di Giorgio, Serena, Marco, Emanuela e Cecilia, appena arriviamo in albergo ci accoglie Stefano che ci consiglia come trascorrere il tempo visitando il centro di Catania e dove poter pranzare in attesa del trasferimento in quota di metà pomeriggio.Il meteo è variabile e in previsto peggioramento ma temperatura intorno ai 12-15°C,  quando arriviamo ai 1910m del rifugio Sapienza la storia cambia, siamo sopra le nuvole, soffia un po' di vento e si indossano felpe e giubbini; aspettando il ritiro pettorali alle 17.30 c'è chi approfitta per riposare, chi fa una sgambatina mentre io faccio quattro passi a visitare qualche cratere in zona e osservando le nubi che corrono e si alzano creando giochi di luce ed ombra sulle creste del vulcano. Al briefing Gabriele Giuffrida "le bòss de l'organizzaziòn" ci presenta uno per uno i componenti dello staff e quelli che incontreremo sul percorso come fosse una famiglia che si presenta agli ospiti venuti a far visita; scopriamo essere una sessantina di partecipanti quasi equamente divisi tra siciliani, italiani, francesi e belgi. Per motivi di ospitalità il briefing viene svolto prima in perfetto francese, poi in italiano; subito dopo tutti a cena a gustare piatti e dolci tipici tra cui i mitici cannoli. L'indomani mattina alle 8 la partenza da Pian Vetore, un paio di km a valle del rifugio dove è posto un ingresso al parco naturale, il termometro segna 7°C ma il vento rende il clima frizzante, ci si ripara con gli impermeabili fino al via, poi non ce ne sarà più bisogno; subito salita non lunga ma selettiva con sentiero stretto e tortuoso. Si supera un dosso di circa 50m di dislivello poi inizia una discesa su stretta via disegnata tra distese di ciuffi d'erba secca e pungente, poi l'ingresso nella pineta; da qui in poi si corre su un ampio sentiero gippabile per nulla sconnesso con fondo di terra lavica solitamente sabbiosa, resa compatta e morbida dalle abbondanti piogge della settimana precedente la gara. Dal km 6 al km 12 una salita molto corribile con pendenza costante non superiore al 7% in cui sono avvantaggiati gli atleti provenienti dal nord Italia abituati a pendenze ben superiori, si passa dalla pineta al bosco di betulle, poi una lunga discesa molto corribile con vegetazione mista ci porta oltre la metà gara superando il primo dei due ristori al km 15 dove è posto il primo punto di controllo, ogni partecipante registra il proprio passaggio marchiando il proprio numero di pettorale su una tabella. Il vento continua a soffiare, ma nel bosco ci si sente riparati anzi, il fruscio del vento che muove le foglie nei rami più alti delle piante rende addirittura rilassante l'atmosfera rompendo il silenzio e il monotono rumore dell'acqua che si muove nelle borracce o camel back ad ogni passo; si corre bene ma non si deve esagerare perché 13km di discesa possono creare difficoltà nell'affrontare l'impegnativa salita che segue, si salirà dai 1400m a circa 1700m. Ed infatti anche per me arriva un primo momento di difficoltà: intorno al km 25 un tratto vallonato anticipa l'annunciata salita impegnativa e, usciti dal bosco in prossimità di una colata lavica, rimaniamo scoperti in balia del vento ad affrontare una salita a tornanti e la seguente discesa. Ne approfitto per guardarmi intorno osservando le nuvole che continuano a correre regalando panorami a sprazzi ora verso 'a muntagna, come viene chiamato il vulcano dai catanesi, innevato sopra i 2500m ora verso la valle alla nostra sinistra, siamo sopra la zona di produzione dei famosi pistacchi, Bronte. Tre ragazzi in servizio seguono la corsa in bicicletta facendo da elastico avanti e indietro controllando il percorso e lo stato dei partecipanti, offrendo in caso di bisogno cibo e liquidi: un ristoro abusivo ma apprezzato anche se non ne faccio uso. Si rientra nel bosco, da qui in poi sono tutte querce, ed è salita, intorno al km 30 mi passa Giorgio con un gran bel passo e in un batter d'occhio raggiunge e supera anche l'atleta che mi precede, agile in discesa ma un po' meno in salita; nel giro di un paio di km non vedo più Giorgio nemmeno nei rettilinei, arrivo al secondo e ultimo ristoro al km 32 a metà circa del tratto impegnativo. Altro tratto scoperto e si giunge all'ultimo punto di controllo dove se necessario viene offerta dell'acqua, sulle rocce laviche si sono arrampicati i fotografi e il cameraman che farà il servizio per Raisport, poco dopo finisco la salita al km 35 recuperando una posizione.
Dopo un km di discesa ad un bivio si svolta a destra e si affronta l'ultimo tratto vallonato che sembra proprio non finire mai nonostante lentamente continuiamo a scendere di altitudine, qui capisco che si sta accendendo la spia della riserva, le ginocchia non si alzano più abbastanza e rischio di rotolare un paio di volte inciampando in due pietre sporgenti, intanto riperdo la posizione guadagnata nonostante i crampi dell'altro concorrente. Finalmente è discesa ininterrotta, mancano circa 4km e cerco di andare a tutta, incontro Stefano in mansione di fotografo e guida del gruppo di accompagnatori in un'uscita di trekking andando incontro agli atleti, mi dice "mancano 2km" non mollo incitato dalle miss di lingua francese con i loro "bravò, alè, ...", c'è anche Serena che scatta qualche foto e via verso il traguardo ormai vicino. Finisco la mia fatica in 4h20 tondi tondi, oltre ogni più rosea aspettativa, mi piazzo al 24esimo posto in questo doppio esordio: in una skymarathon e con una maglia importante, quella con l'aquila sulla schiena; sono davvero soddisfatto, ho dosato al meglio le energie arrivando al traguardo in riserva ma senza problemi... anche il 2010 ha un obiettivo raggiunto e un evento da ricordare. Dopo aver ripreso fiato ci attende uno dei migliori pasta party a cui abbia partecipato con antipasto rustico, penne alla siciliana, zuppa di ceci e paste di mandorla; anche qui gli organizzatori mangiano in compagnia degli atleti, è proprio una grande famiglia questa EtnaSkyMarathon!!! A seguire le premiazioni in cui vengono chiamati tutti dall'ultimo al primo compreso l'unico ritirato, a cui vengono consegnati medaglia, diploma di partecipazione e confezione di arance biologiche, io ricevo anche una canotta tecnica col logo della manifestazione, la userò per pubblicizzare l'evento perché merita di crescere; bella anche la maglietta inserita nel pacco gara. Ha ragione Emanuela quando dopo la premiazione dice di trovarsi sempre a suo agio qui, dopo un anno di lotte e di fatiche, si viene in Sicilia per l'ultima fatica in un vero clima di festa, un'esperienza che ripeterò sicuramente. Davide

fonte: http://www.valetudoskyrunningitalia.com